Prot. N. 2071/09 Madrid, 17 settembre 2009
Ai Consigli nazionali OFS e GIFRA
COMUNICATO URGENTE «Tu hai la fede, e io ho le opere. Mostrami la tua fede senza opere e io, con le opere, ti proverò la mia fede» Gc. 2, 14-18 Carissimi fratelli e sorelle: Il motivo di questa lettera urgente è sollecitare il vostro interessamento per la terribile persecuzione che stanno soffrendo i cristiani in Pakistan. I nostri fratelli e le nostre sorelle dell’OFS in quel paese ci scrivono angustiati per reclamare la nostra attenzione e chiedere qualche tipo di intervento da parte dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana. In molti paesi esistono tensioni tra cristiani e musulmani. I nostri fratelli e sorelle cristiani in Pakistan, in India e in tanti altri luoghi del mondo sono minacciati, stigmatizzati, sterminati e accusati di profanare il Corano per il solo fatto che danno ragione della loro fede e annunciano la Buona Novella della Salvezza. Essi, non rinunciando alla loro fede, sono consapevoli che rischiano di sperimentare la Passione del Signore, quello a cui Francesco d’Assisi aspirava. E così ci danno testimonianza del loro amore a Dio e dell’Amore di Dio, che li fa suoi mediante il martirio. La Presidenza, cosciente della gravità della situazione, ha deciso di scrivere a tutto l’Ordine e alla GiFra per sensibilizzarli su questo grave problema, che sta costando la vita a tanti innocenti per il solo fatto di vivere e professare la loro fede in Dio. Noi siamo chiamati a rispondere alla nostra Regola e alle nostre Costituzioni Generali, che ci impegnano a:
La Presidenza, su iniziativa della Commissione Presenza nel Mondo e del nostro Viceministro Generale Doug Clorey (Vicepresidente di “Franciscans International”), ha deciso di prendere le seguenti iniziative, di cui tutti i Consigli nazionali OFS e GIFRA devono sentirsi corresponsabili senza eccezioni:
Confidiamo che ciascun Consiglio nazionale e Consigliere Internazionale, OFS e GIFRA, coinvolga il maggior numero di fratelli e sorelle della sua Fraternità nazionale – direttamente o tramite i Consigli regionali – perché offrano preghiere, sacrifici, donazioni e diffondano – sia che risulti comodo sia che risulti scomodo – l’informazione a questo riguardo nei loro diversi ambiti: famiglia, lavoro, svago. Ugualmente sollecitiamo i Consigli nazionali, regionali e locali a far partecipi di questa nostra iniziativa la Chiesa locale, così come le Associazioni e i movimenti ecclesiali o civili coesistenti, stimolandoli a fare la loro parte o ad unirsi alle nostre iniziative. Noi, come membri dell’OFS, abbiamo promesso di essere costruttori di pace. Diffondiamo allora il messaggio che l’amore vincerà l’odio, che il perdono è più forte della vendetta, che noi – cristiani, musulmani e tutti gli altri credenti – dobbiamo condividere le nostre vite tenendoci uniti, come fratelli e sorelle. Giovanni Paolo II un giorno pregava il “poverello” e, tra le altre cose, ricordava che “l’uomo di oggi ha bisogno della fede, della speranza e della carità di Francesco....”. Che la preghiera del venerato e amato Papa, ci renda forti per essere coerenti e dar prova, con le nostre opere, della fede e della carità che animano la nostra vocazione e missione. Abbiamo scelto consapevolmente la data delle Stimmate di San Francesco. Francesco d’Assisi amava tanto il Signore che desiderava sperimentare nel suo corpo i dolori della Passione per meglio comprendere il Suo amore; lui stesso lo descrive così nei Fioretti: “Signor mio Gesù Cristo, due grazie ti chiedo di concedermi prima che io muoia: la prima, che nella vita io sperimenti, nell’anima e nel corpo, quel dolore che tu, dolce Gesù, sopportasti nell’ora della tua acerbissima passione; la seconda, che io sperimenti nel mio cuore, nella misura del possibile, quell’amore smisurato del quale tu, Figlio di Dio, ardevi quando ti offristi di soffrire tanti patimenti per noi peccatori.” Confído pienamente nella vostra azione fattiva e responsabile e vi saluto con fraterno affetto, augurandovi un felice giorno di San Francesco. Vostra sorella,
Encarnación del Pozo
Allegato 1 : Lettera al Governo del Pakistan
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